09/10/10

ARRIVA L'ESERCITO, REGGIO DIVENTA CITTA' SUDAMERICANA AVVOLTA DA UNA NEBBIA GRIGIA

Uno scirocco impietoso fa calare sulla città una nebbia sottile, fastidiosa, l'umidità la senti nelle ossa. Ma c'è anche un'altra nebbia che avvolge la politica, l'informazione, la giustizia, tra polemiche roventi, accuse "sparate" in diretta tv, querele minacciate e che, forse, non verranno mai presentate. Un momentaccio, mentre nuovi scenari sembrano sul punto di aprirsi nel lavoro che i magistrati inquirenti stanno svolgendo, per assestare colpi decisivi alla piovra mafiosa.
Ci sono fatti, circostanze, avvenimenti, contatti e parentele, che, come sostenne per la prima volta in un'ordinanza che ha fatto epoca nella storia giudiziaria non solo reggina, il magistrato Agostino Cordova, "fanno parte del notorio", specialmente in una città di provincia che tale è rimasta, nonostante il grado di "metropolitana".
Sono di dominio pubblico, pertanto, amicizie, relazioni anche extra coniugali, iscrizioni a logge massoniche o a club service che le fanno da anticamera, i soliti personaggi che stazionano in permanenza nelle anticamere dei potenti di turno in attesa della prebenda di sottogoverno. Per cui, ti ritrovi magari un geometra che si occupa di sanità, un ferroviere che s'improvvisa manager, cosiddetti figli d'arte che, non sapendo nella vita cosa fare, diventano giornalisti e scavalcano quelli che magari le qualità ce l'hanno, ma non le "spinte".
Una nebbia fitta, grigia, che non sarà facile spazzare via col vento pulito della legalità, della meritocrazia, del riconoscimento delle qualità che in tanti possiedono, ma che sono costretti a trasferire altrove, se vogliono campare.
Si parla tanto, se ne parla da mesi, degli sviluppi che recenti inchieste della Procura potrebbero avere, all'esito di indagini sui contatti, non solo telefonici, tra esponenti dei clan che controllano il territorio e rappresentanti del mondo politico, imprenditoriale e, purtroppo, anche istituzionale. Fa parte del notorio, per dirla ancora con l'ex procuratore capo di Napoli che istruì agli inizi degli anni '80 il primo processo alla 'ndrangheta con una sessantina d'imputati, che le collusioni c'erano allora e ci sono tuttora. E portarle alla luce non dovrebbe essere tanto difficile.
Intanto, arriverà l'esercito, lo Stato mostra la faccia dura, li vedremo i nostri baldi giovani non più di leva, fare la guardia agli obiettivi cosiddetti "sensibili", si dice che così la gente si sentirà più tranquilla, poco importa se Reggio ci sembrerà una città sudamericana ai tempi delle varie dittature.
La nebbia grigia imperversa, ma dopo quello che è successo l'altra sera a piazza Duomo, c'è la concreta speranza che stia arrivando il vento della speranza, che qualcosa possa cambiare, e non basteranno le querele per mettere a tacere i colleghi scomodi o troppo curiosi. Io già lo sento arrivare, questo vento di verità.

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