31/10/11

LA MOSTRA DI ROSARIO CANANZI, QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA


Torno a Reggio dopo più di quattro mesi e trovo una gradita sorpresa. Il caro amico e compagno di lavoro per tanti anni, Rosario Cananzi, mette in mostra i suoi "gioielli", perchè tali possono essere sicuramente definite le foto che, nell'atrio delle Poste centrali, in via Miraglia, possono essere ammirate, ancora per qualche giorno.
Il buon Rosario non mi aveva avvertito di questa sua iniziativa, che ha avuto l'appoggio del nuovo assessore provinciale alla cultura, Lamberti Castronuovo: persona di poche parole, pur essendo uno dei migliori fotoreporter italiani, collaboratore di importanti testate, è uscito una volta tanto dal riserbo ed ha offerto ai reggini la possibilità di ammirare rari esempi di arte fotografica.
Cananzi non getta in pasto al pubblico le foto di cronaca, quelle che da decenni riempiono le pagine dei giornali in una città che ha vissuto gli anni drammatici della rivolta per il capoluogo e le sanguinose guerre di mafia con centinaia di assassinati. 
I fiori e gli insetti, sono gli aspetti della natura che Rosario ama, una passione che lo porta a fissare con l'obiettivo tutto quanto lo colpisce nelle quotidiane "escursioni" tra un servizio e l'altro per il giornale cui ha dato il suo prezioso contributo, certamente non adeguatamente ricompensato, come avrebbe meritato.  
Non potevo "festeggiare" meglio il mio rientro in città dopo mesi d'impegni romani: il successo che la mostra di Rosario Cananzi ha ottenuto è la dimostrazione di quanto la gente, gli amanti della fotografia artistica e non solo, sentano il bisogno di questo genere d'iniziative. Certo, ci sono anche i fotografi delle nuove generazioni, quelli che il compianto Ninì Cuzzola, altro grande reporter della Rollei, come erano definiti lui e un altro indimenticabile personaggio, Lello Spinelli, classificavano, forse un pò in maniera dispregiativa, gli "scattini".
Questi ultimi, erano anche loro fotografi, ma si guadagnavano da vivere immortalando le coppiette alla villa comunale o i bambini vestiti per Carnevale, scattavano e basta, a sviluppare e stampare ci pensavano altri. Quanto sono lontani quei tempi, se si pensa che, adesso, ci sono i fotografi personali, che fanno un pò di tutto, dalla guardia del corpo all'autista, a spese del contribuente.
Consiglio agli amici lettori di andare a dare uno sguardo alla mostra di Rosario Cananzi, ne vale davvero la pena.

17/10/11

LE VACANZE SONO FINITE, I PROBLEMI RESTANO SEMPRE GLI STESSI

Miei cari e fedeli lettori che anche in questo periodo  non hanno avuto modo di leggermi: sto per tornare dopo le vacanze che, quest'anno, sono state più lunghe del solito (ma ero in arretrato) e dopo una serie d'impegni con l'Ordine nazionale dei giornalisti.
Sono assente da Reggio da quattro mesi, ma non ho smesso di seguire le sorti della città dove ho svolto quasi tutta la mia carriera di giornalista. Purtroppo, vedo che poco o nulla è cambiato e il futuro si presenta tutt'altro più roseo,checchè ne dicano (e ne facciano scrivere ai giornalisti compiacenti) i nuovi "padroni" di palazzo San Giorgio e di quello di via Pietro Foti, sede della Provincia tornata in mano al centrodestra.
Mentre continua da parte della Procura della repubblica targata Pignatone la lotta senza quartiere alle famiglie mafiose che per anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo, i problemi di sempre restano sempre quelli. Nel grigio edificio di piazza Castello, poi, sono tornati i veleni, il clima, mi dicono, è irrespirabile, lo scontro tra alcuni magistrati ha assunto toni grotteschi, non si esclude qualche clamoroso colpo di scena. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Grazie per la vostra pazienza, a presto.