28/07/17

SERATA DI GALA PER "IL MESTIERACCIO"



Serata di gala organizzata dal circolo culturale “La belle époque” e circolo di società “Rosina Caccamo”, che hanno scelto la prestigiosa location di villa Franca della famiglia Barresi, sul lungomare di Cannitello, per presentare  il libro di recente pubblicazione, opera del giornalista Franco Calabrò, dal titolo “Il mestieraccio”. Si tratta del racconto di mezzo secolo di vita da cronista, che l’editore Santo Strati ha raccolto, passando in rassegna il prezioso archivio di un giornalista che, lavorando in tante testate, anche prestigiose, ha arricchito. E partendo da qui che è venuto fuori un affresco dai toni in chiaroscuro, tra cronaca e personaggi che nel corso degli anni hanno incrociato la strada di Calabrò. Numerosi i presenti, tra cui il neo sindaco di Villa Giovanni, Giovanni Siclari, con il vice sindaco Richichi, l’assessore D’Agostino, l’ex sindaco Rocco Cassone, l’onorevole Giuseppe Caminiti, impeccabile l’organizzazione curata  dall’architetto Domenico Barresi, splendido anfitrione, con la collaborazione di  Maria Giovanna Salzone e del segretario del Circolo, Nino Carlo.
E’ toccato alla professoressa Maria Rosaria Alampi  tracciare il profilo dell’autore richiamando, attraverso la lettura di alcuni brani, quella che è la linea seguita dallo scrittore che ha sapientemente mescolato note biografiche alla descrizione di figure e “figuri” a cominciare da personaggi noti alle cronache anche in campo nazionale.
Calabrò si è rivolto ai giovani che intendono avviarsi a una professione che, per quanto in crisi, dovuta al tracollo economico di quasi tutte le aziende editoriali, resta sempre in cima ai loro desideri. Il mestieraccio, ha affermato, esercita ancora grande fascino e per chi vuole intraprendere la carriera di giornalista ci sono strade sicure, che garantiscono adeguata preparazione, quali le scuole. La cornice di pubblico, in una serata dalla temperatura gradevole, a due passi dal mare dello Stretto, è stata notevole, i presenti hanno apprezzato questo incontro con un professionista che in cinquant’anni di carriera, svolta prevalentemente al Sud, ha potuto seguire vicende belle e brutte, dai grandi eventi culturali, agli omicidi eccellenti, ai processi. Per l’occasione, è stato proiettato un breve filmato realizzato per gli studenti del liceo scientifico Leonardo da Vinci, che riassume, in un veloce flash back, le ultime ore di vita del magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti. Sulla cui morte non è stata ancora fatta luce.

05/07/17

QUANTO CONTANO CERTE DATE NELLA NOSTRA VITA


Ci sono date importanti nella vita di ognuno di noi e che ci segnano per sempre, sia che prevalga la scaramanzia, e io faccio parte di questa categoria, sia che esse siano legate ad eventi lieti o tristi, a battaglie vinte o perse, a traguardi tagliati, a cocenti delusioni.
5 luglio 1970, a Reggio Calabria è una giornata calda, ma mitigata dal vento dello Stretto, la città è in subbuglio, il sindaco Piero Battaglia ha annunciato che terrà un rapporto alla cittadinanza dopo che da Roma sono arrivate brutte notizie. I parlamentari catanzaresi e cosentini, che a livello nazionale contano più di quelli reggini, che non hanno leader del calibro di Mancini, Misasi, Antoniozzi, Pucci e via discorrendo, hanno trovato, sulla testa dei reggini, un accordo che prevede l’assegnazione del ruolo di capoluogo di regione, un “pennacchio” si dice, ma che per i reggini conta, eccome, a Catanzaro, dove avrà casa la giunta regionale mentre il Consiglio, con un insolito compromesso, si riunirà a Reggio. Per addolcire la pillola, difficile da mandare giù, alla provincia reggina andrà il quinto centro siderurgico da allocare nella Piana di Gioia Tauro, migliaia di posti di lavoro. Cosenza avrà e l’avrà, una università modello americano sulla collina di Arcavacata. Il popolo reggino, tradizionalmente poco propenso a fare la guerra campanilistica e che vede nella neonata Regione il toccasana di tutti i mali, primo tra tutti la disoccupazione, sarebbe anche disposto ad accettare quanto i big della politica hanno deciso durante una cena alla “Vigna dei cardinali”. Ma ad accendere la miccia è Battaglia che sale sul palco di piazza Duomo con accanto i rappresentanti di tutti i partiti e anche quei consiglieri regionali che, in dissenso dai loro partiti, non intendono acconsentire a un istituto regionale diviso a metà. La destra, fino al momento, preferisce attendere le valutazioni del partito a livello nazionale, ma non ha fatto i conti con un modesto sindacalista della Cisnal, un missino fuori norma, che si chiama Francesco Franco, per tutti Ciccio. E fu così che cominciò quella rivolta che, nella fase iniziale, vide partecipi personaggi di ogni colore politico ma che a Roma venne bollata come una sollevazione di stampo fascista.

Saranno due anni di barricate, arresti, morti, feriti, attentati, fino a quando il presidente del Consiglio, Emilio Colombo, davanti al Parlamento, giurò che Reggio avrebbe avuto il Centro siderurgico e altre industrie proprio in città dove qualche anno prima, Fanfani aveva inaugurato le Omeca, fabbrica di carrozze ferroviarie; assieme al Compartimento delle Ferrovie, la fonte di lavoro per centinaia di reggini. Come è finita ormai fa parte della storia, tanti miti sono caduti, la polvere dell’oblio seppellisce tutto tranne la memoria di chi per la città ha combattuto, ha sostenuto il carcere e i processi, in cambio di nulla.
5 luglio 2004, clinica villa Mafalda ai Parioli, nasce il mio primo nipote, Santiago. Diventavo nonno e rammento la grande emozione del momento in cui un’infermiera entrò nella stanza dove eravamo in ansiosa attesa, e annunciò: è un bambino bellissimo, ed era vero. Ogni tanto riguardo la foto, nei miei occhi si legge una gioia incontenibile e il sorriso di mia moglie dice tutto, lui, con tanti capelli, dorme placido. Ora è un giovanottino, con tanti interessi e una particolare predilezione per l’informatica e il cinema. Tra qualche giorno andrà con altri ragazzi di tutta Italia a Giffoni, quale componente della giuria del film festival ormai diventato un appuntamento internazionale. 5 Luglio, anche oggi fa molto caldo, come quella sera in cui i reggini si scrollarono da dosso il giogo della prepotenza dei politici e scesero in piazza. Faceva caldo anche 34 anni dopo quando in famiglia arrivava Santiago che, nel tempo, è stato affiancato da due cuginetti, Vittoria e Francesco jr. Potenza dei numeri, non sarà vero ma io ci credo.