05/09/10

PIOVE FANGO SULLA CITTA' MA NON E' SOLO COLPA DELLA PIOGGIA

Piove fango sulla città, dalle colonne di un autorevole settimanale emblema di quella sinistra che Montanelli definiva radical chic, montagne di fango si formano in tutti i quartieri dopo un'ora di pioggia violentissima, un vero uragano, ma quello che succede dopo è un film già visto tante volte. L'incuria, la mancanza d'una rete di smaltimento delle acque burocraticamente definite meteoriche, l'assenza di manutenzione, lavori lasciati a metà, buche non coperte da anni, ed è il disastro.
Ma ai reggini è bastato avere le feste, le sfilate di veline e tronisti, le costosissime mostre allestite dall'assessoressa sempre sorridente (ma riusciremo veramente a liberarcene?) la politica fatta da pochi, sempre gli stessi, non importa se il partito è un altro.
Fango dall'Espresso, un servizio scritto da un reggino di nascita, figlio d'un collega col quale ho condiviso la nascita del Giornale di Calabria, ormai 38 anni fa, un articolo choc, è stato definito, per chi non conosce le vicende reggine, credo che il giovane collega, peraltro esperto di economia, si sia documentato seriamente, come è suo costume. Altrimenti, quelli della Scopelliti band, con tanto di fotografo onnipresente, non dovranno far altro che dare querela al prestigioso settimanale caro al grande editore Caracciolo.
Mi è tornato in mente, in questi giorni, un titolo del Quotidiano della Calabria di qualche anno fa, era un articolo firmato dall'allora direttore del giornale cosentino, Ennio Simeone, anche quella volta si parlava di fango, gettato a piene mani su Reggio, dopo che era stata scoperta una cricca nella sanità della quale, purtroppo, faceva parte anche un rappresentante della mia categoria, al tempo vicinissimo all'attuale governatore, si dividevano il sonno, si diceva. Poi è tutto cambiato, chissà perchè.
Stamattina ho "tradito" la mia parrocchia e sono andato a sentir messa alla chiesa di Sant'Elia, a Condera, il parroco è un amico, un prete moderno, coraggioso, don Nuccio Cannizzaro. Qualche giorno fa hanno dato fuoco all'asilo del quartiere, c'è stata solo qualche timida reazione, soltanto don Nuccio ha tuonato contro chi dovrebbe fare e non fa, anche ieri, all'omelia, ha denunciato senza timori come nessuno, sì proprio nessuno, dei sessanta genitori dei bambini frequentanti l'asilo, si sia fatto vivo, dopo l'attentato. Un silenzio agghiacciante, il povero parroco lasciato solo.
La vita continua in città, mentre ognuno s'arrangia come può, lo vedete nella foto scattata dai colleghi di Meteoweb, e cerca di liberarsi dal fango. Con un pò di buona volontà ci riuscirà, ma dell'altro fango a mezzo stampa chi ci libererà?.

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