23/11/11

CICCIO FRANCO, LA SUA MEMORIA OFFESA DA CHI NON L'HA MAI CONOSCIUTO


Potesse parlare ancora, da dove si trova, Ciccio Franco ne direbbe certamente quattro a quelli che, approfittando d'una cerimonia per ricordarne i vent'anni dalla scomparsa, hanno voluto mischiare il sentimento alla vendetta, prendendosela con una presunta "cricca" di giornalisti che si.....divertirebbero attaccando a più riprese l'onnipotente e fotografatissimo presidente della giunta regionale.
Io credo che un politico, sia esso il semplice consigliere d'un piccolo comune, o financo un ministro, dovrebbe prendere esempio da un genio come Giulio Andreotti, che in settant'anni di vita parlamentare, non ha mai querelato un giornalista. E non ha neppure mandato una smentita (che è sempre una notizia data due volte, a beneficio di chi l'avesse persa) anche quando si è pubblicato di tutto contro di lui.
Invece, il nostro presidente con scorta al seguito e fotografo personale pagato coi soldi del contribuente, ha dichiarato guerra a quei colleghi che osano disturbare il manovratore, usando termini da osteria.
Certo, se il risultato è stato quello di far compattare la categoria, con prese di posizione assai ferme e non soltanto dagli organismi sindacali dei giornalisti, l'affondo del presidentissimo noto per le sue battaglie contro la mafia, tanto da far temere per la vita e assegnargli adeguata protezione, si è risolto in un totale naufragio.
Potrei anche essere d'accordo, per esperienze personali, sulla discutibilità di qualche collega, i cui trascorsi politico-giudiziari non gli impediscono di pontificare, di ergersi a moralizzatore un tanto al chilo, come avrebbe detto Enzo Biagi, e di continuare a far parte d'una ristretta cerchia di cui sono parte, purtroppo, anche alcuni magistrati. Ma questa è un'altra storia, invito ancora una volta i miei affezionati lettori a sfogliare le pagine del pregevole volume di Gioacchino Genchi, lo sò, è corposo, ma vale la pena. Poi, tante cose, le capirete da voi e vi renderete conto da quale pulpito vengono certe prediche.
Ora che Silvio non garantisce più nulla, che Bobo Maroni non governa il Viminale, qualcosa potrebbe cambiare per quei mammasantissima della politica che mal tollerano chi, specie se giornalista, faccia il suo dovere d'informare.
Ciccio Franco, cui rivolgo un deferente pensiero, non avrebbe mai gradito che, quando lui si sacrificava per la sua città era poco più d'un bambino, approfittasse di qualche minuto di raccoglimento davanti alla stele che lo ricorda, per togliersi qualche...sassolino dalle scarpe. Ma il modo è stato sbagliato, l'ennesimo scivolone che rischia di lasciare tracce pericolose.

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