12/08/11

FERRAGOSTO IN TEMPO DI CRISI, AI REGGINI BASTA UN PO' DI MUSICA

C'era una volta il maxi esodo di Ferragosto
Dopo il presidente operaio, il presidente allenatore, c'è il presidente disc-jockey ad allietare (si fa per dire) le serate dei reggini incazzati più che mai, e non solo per la stangata del governo centrale, ma soprattutto delusi dal "nuovo corso" dell'amministrazione comunale che non riesce a risolvere i soliti problemi: carenza idrica, rifiuti, strade colabrodo, abusivismo dilagante.
Avendo deciso di trascorrere altrove questo periodo di vacanza, le notizie che mi giungono da Reggio non vengono certamente dalla stampa locale, salvo qualche rara eccezione. Basta leggere i quotidiani nazionali, che non hanno mancato di sottolineare come il tanto decantato "modello Reggio" non sia altro che uno scandaloso uso di risorse pubbliche, a favore di scosciate aspiranti miss, ricevute con tutti gli onori dall'ineffabile presidente del consiglio regionale, di una radio nazionale il cui "impegno" per rendere allegre le notti sul Lungomare, sarebbe costato centinaia di migliaia di euro.
Increduli, amici e colleghi della Capitale mi chiedono se quanto vanno leggendo su testate importanti (esempi, il Corriere della Sera e Il Fatto) corrisponda al vero,  se la gestione del governatore più amato d'Italia sia improntata davvero ad un becero clientelismo, da far impallidire il più nostalgico dei demo-socialisti degli anni della prima repubblica.
Dalla reazione dello stesso governatore, sempre accompagnato dal fotografo personale e da uno stuolo di addetti stampa, irritato da quanto pubblicato su un periodico diretto da un suo ex grande amico, debbo capire che forse le critiche non sono del tutto infondate. Ci sarà pure una stampa deviata (ed io in proposito potrei fornire indicazioni più precise, ma mi guardo bene dal farlo, ci saranno altri che lo faranno per dovere d'ufficio) ma siamo in presenza di una gestione di risorse pubbliche "deviate" che allarma l'opinione pubblica.
Non è facile, al governatorissimo ed al suo staff, tenere a bada giornalisti "forestieri", per quelli locali tutto è a posto, figli e amanti sistemati, maxi foto ogni giorno anche se le notizie sono di scarso rilievo, ma il quotidiano è un prodotto che viene "bruciato" in poche ore, e la gente dimentica facilmente. Come il lettore, almeno quello più avveduto, e per fortuna ce ne sono, salta a piè pari quelle interviste a personaggi gabellati per "mostri" della politica e che, nella realtà, senza il loro padrino alle spalle, non avrebbero nemmeno un titoletto nelle cronache.
Un altro anno è passato, Ferragosto in tempo di crisi è alle porte, scordiamoci gli esodi di massa d'un tempo, in Calabria è cambiato pochissimo, quasi nulla, si va avanti tra sfilate di miss, premi e premiucci, sagre d'ogni tipo, mentre nelle strade si spara, il mare è sporco, il lido Bandafalò va in fumo, ogni notte automobili vengono date alle fiamme, piccole vendette consumate spesso per motivi banalissimi.
Ma basta andarsene sul Lungomare, c'è la musica con un dj d'eccezione, aspettando la pioggia di milioni in arrivo. Comunque, a tutti il migliore Ferragosto possibile. 

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