Quello che è accaduto nel pomeriggio di oggi durante la trasmissione l'Italia sul Due, condotta da Milano dal collega Milo Infante e, da Roma, dalla ex suorina di "A sua immagine", poi trasformatasi in show girl, Lorena Bianchetti, ha dell'incredibile.20/11/09
PROMESSA SPOSA DEL MOSTRO, CHE SQUALLIDA ESIBIZIONE!
Quello che è accaduto nel pomeriggio di oggi durante la trasmissione l'Italia sul Due, condotta da Milano dal collega Milo Infante e, da Roma, dalla ex suorina di "A sua immagine", poi trasformatasi in show girl, Lorena Bianchetti, ha dell'incredibile.10/11/09
ALLA GALLERIA MONOGRAMMA MOSTRA FOTOGRAFICA DI TERESA EMANUELE
05/11/09
ADDIO A PEPPINO DIANO, BANDIERA DEL SINDACATO
Giuseppe Diano, Peppino per gli amici, porta i suoi quasi 80 anni con giovanile baldanza, anzi, come dice lui, li ignora continuando a fare, anche dopo la pensione, la stessa vita che ha fatto negli ultimi sessant’anni.
Era il 1943 quando, giovanissimo lavoratore in una segheria, gli capita tra le mani una copia del giornale ”Italia libera”, organo del Partito d’azione e il germe del socialismo gli s’insinua nel corpo.
Del resto, a Catona, dove è nato e ancora vive, le tradizioni socialiste sono antiche, basti pensare alla famiglia Musolino. Il ragazzo è sveglio, da autodidatta si tiene informato, tra i compagni di lavoro si conquista le simpatie e cerca con successo di far capire, e in quegli anni non era cosa facile, quali sono i diritti del lavoratore, spiega che il padrone non può più agire in maniera paternalistica, si comincia a parlare di assistenza, previdenza, ferie.
Ma tra i socialisti catonesi non c’è molto spazio per lui, per cui anche se i comunisti sono una sparuta presenza, passa al Pci e parte la sua lunghissima militanza che lo porterà di lì a qualche anno, a far parte dei “quadri” del partito e iniziare la sua attività di sindacalista nella Cgil.
Peppino Diano è una bandiera, il simbolo d’una classe dirigente del vecchio Pci della quale restano ormai solo pochi esemplari, ma la sua vita, che è un piacere sentirtela raccontare, è stata un vero e proprio romanzo.
La svolta arriva quando, dopo un infuocato comizio a Catona, siamo all’inizio degli anni Cinquanta, il segretario della federazione comunista, cui avevano riferito delle capacità oratorie, ma anche organizzative, di Diano, lo convoca e gli fa la proposta di lasciare il suo lavoro di segantino e diventare funzionario del Pci. I leader locali sono i vari Suraci, Misefari, Fiumanò.
Lui sulle prime esita (“ho famiglia, ho bisogno dello stipendio”) ma il segretario taglia corto e lo rassicura, avrà la stessa cifra che prende in segheria, ed ecco Diano che si trasferisce nella sede del partito, ma tenerlo dietro la scrivania non è facile, nel suo destino c’è fare il sindacalista, reclutare tesserati, andare nei cantieri e nelle aziende dell’epoca, quasi mai accolto con piacere, anzi tutt’altro, ma i lavoratori lo amano e ben presto si accorgono che organizzarsi sindacalmente conviene, le buste paga diventano più robuste, gli orari di lavoro meno pesanti, è la civiltà che prevale su un autentico schiavismo che per anni nel profondo sud ha imperato.
Lui c’è quella mattina di marzo del 1960, quando viene costituita la Cassa Edile, per mesi è andato nei cantieri, da segretario della Fillea, il sindacato degli edili della Cgil, ha parlato agli operai, si è procurato i contratti nazionali, lo statuto dell’unica Cassa presente sul territorio nazionale, quella di Genova.
Un giorno, racconta, quando il capocantiere tentò di mandarlo via, mentre stava con decine di muratori durante la pausa pranzo, tutti si ribellarono, o Diano sta qui, oppure oggi non si lavora.
Per sette anni, fino a quando gli impegni sindacali non lo portarono verso incarichi di prestigio, anche in campo nazionale, è stato nel consiglio d’amministrazione della Cassa Edile, assieme a Cisl e Uil: quando andò via, l’Ente era ormai consolidato e lui continua a sentirselo un poco anche figlio suo.
Diano era alla guida della Cgil quando a Reggio scoppiò la rivolta per il capoluogo e per chi militava a sinistra erano giorni difficili, con minacce, assalti alle sedi, aggressioni fisiche e ci voleva molto buonsenso per non lasciarsi travolgere dal clima di violenza che turbò l’intera Calabria.
Peppino Diano, sempre sorridente, ancor oggi accoglie amici e compagni, lavoratori, pensionati, chiunque varchi il portone della Cgil con l’entusiasmo e la passione di tanti anni fa, lo stesso entusiasmo e passione che lui ed altri benemeriti dimostrarono facendo nascere la Cassa Edile, con lo spirito di fratellanza, assistenza, mutualità, impegno nella difesa del posto di lavoro.
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11/09/09
QUALCHE "COLLEGA" DI TARANTINI CIRCOLA ANCHE DALLE NOSTRE PARTI
Mentre il Paese vive nell'ansia di conoscere il numero esatto delle ragazze invitate ad allietare le serate del presidente del Consiglio e dei suoi ospiti, continua lo stillicidio (tanto per usare un termine caro a Fini) di anticipazioni sulle presunte rivelazioni di Giampi Tarantini, spregiudicato uomo d'affari barese col vizietto della cocaina.07/09/09
CORAGGIO, SOLTANTO SEI MESI E CE LI LEVEREMO DALLE SCATOLE

03/09/09
REGGIO CITTA' METROPOLITANA, MA SOLO SUI CARTELLI
31/08/09
GIORNALISTA, UNA PROFESSIONE NON PIU' AMBITA, TRANNE CHE IN CALABRIA
28/08/09
OSPEDALI COME CIMITERI, MA AI POLITICI INTERESSA IL POSTO IN LISTA
L'ospedale come luogo di cura, ma anche di sofferenza, nel quale si entra per guarire, se possibile, mai per morire. In Calabria sta avvenendo il contrario: in questo agosto terribile che sta per declinare, tanto per usare un'espressione cara al poeta Cardarelli, i nosocomi della nostra regione si sono trasformati in...cimiteri.25/08/09
ANCHE A ME, COME A MOURINHO, PIACE IL RUMORE DEI NEMICI
La vita è bella perchè è ricca di sorprese, facendo il mio mestiere, poi, ogni giorno è diverso, conosci oggi quello che la gente leggerà domani, e forse crederà a quello che tu scrivi, insomma, ti fai un tuo pubblico.21/08/09
OMAGGIO A PIPPO, EDICOLANTE E POETA CHE AMA LA SUA CITTA'
Lo conosco da quando era bambino e frequentava l'edicola gestita dai genitori, i coniugi Modafferi, in piazza Camagna, nel cuore del centro storico. Pippo è ancora lì, la salute non l'aiuta, ma assieme alla sorella, che lo assiste amorevolmente, trascorre la sua giornata lì, all'edicola che da qualche anno è stata rinnovata ed è un bel monumento nella piazza più civettuola di Reggio, a due passi dall'altra piazza cittadina, sulla quale si affacciano i palazzi del potere.20/08/09
COME E' CAMBIATO L'AGOSTO NELLA CITTA' NON PIU' DESERTA
Che strano mese di agosto: la città non è mai stata così popolata come in questo periodo. La mente va indietro, alle estati passate quando, sotto Ferragosto, chi restava a presidiare le redazioni, ed io l'ho fatto quasi sempre, aveva grossi problemi per mettere assieme delle pagine di cronaca decenti.17/08/09
ARCHI, QUEI TELEFONI MUTI E IL CORAGGIO DEL PRESIDENTE LEO
Il problema della carenza idrica a Reggio non è certamente una novità, da anni la città soffre la sete, anche in periodi non estivi, si va avanti scavando nuovi pozzi, in attesa che il "miracolo" avvenga con il completamento dei lavori di costruzione della diga sul Menta.12/08/09
CRISI DEI GIORNALI, E' IN ARRIVO LO TSUNAMI D'AUTUNNO
Prima Comunicazione è un mensile che, da più di trent'anni, si occupa di editoria, dei problemi dell'informazione in generale, col tempo ha acquistato una tale autorevolezza da essere considerato la Bibbia nel mondo della stampa in genere, con particolare attenzione a quanto di nuovo emerge nella variegata galassia dei media.Io ne posseggo l'intera collezione, posso dire che il giornale diretto da Umberto Brunetti mi ha tenuto compagnia nel corso della mia carriera, ed ogni tanto, quando ce ne è stata l'occasione, ha dato informazioni sui miei spostamenti editoriali, che non sono stati pochi. Nell'ultimo numero, prima della pausa estiva, mi ha particolarmente colpito l'articolo di Carlo Rossella che ha affrontato, partendo dagli Usa, per poi spostarsi nel nostro Paese, la crisi che sta investendo la stampa quotidiana e periodica.
Si parla di un numero di esuberi eccezionale, gli osservatori prevedono un autunno davvero nero, con pre pensionamenti e riduzioni d'organico che riguarderebbero centinaia di colleghi. Rossella si cala nei panni del direttore che è costretto, per volontà dell'editore, a tagliare gli organici e le spese, mandando a casa colleghi che, negli anni, sono diventati soprattutto amici. E' dura rinunciare a quei privilegi che questo mestiere ancora offre, anche se nel corso degli ultimi anni sono stati ridimensionati: il telefonino e l'auto aziendali, la mensa, lo stipendio che, da pensionato, si riduce notevolmente.
08/08/09
TRA BOLLINI ROSSI E NERI, BUONE VACANZE A TUTTI

03/08/09
SUSSURRI E GRIDA SPEGNE LA PRIMA CANDELINA
31/07/09
SACCA' DOPO LOIERO? LA GENTE DIREBBE "ARIDATECE ER PUZZONE!"

23/07/09
DA SINOPOLI A VIA VENETO, MA CHI C'E' DIETRO GLI ALVARO?

13/07/09
14 LUGLIO, QUANDO LA CITTA' REAGI' A UN SOPRUSO, E FU LA RIVOLTA

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REGGIO NEL PERIODO DELLA BELLE EPOQUE VISTA DA GAETANO LABATE
06/07/09
ANTONIO MORABITO, DA GALLINA ALLA FARNESINA

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27/06/09
ESCORT A PALAZZO GRAZIOLI, MA NON E' L'AUTO DELLA FORD

25/06/09
IL MIRAGGIO DIVENTA REALTA' NELLE OPERE DI FAUSTO D'ORAZIO
23/06/09
AMORI.....POLITICI, QUANDO IL GOSSIP ERA IN CAMICIA NERA
